San Leo

San Leo

Da qualunque punto ci si avvicini, le definizioni con le quSan Leo la Roccaali si e cercato di evocare questo luogo “un sol papa, un sol Dio, un sol forte di San Leo”, come pure “il piu bello e il più grande arnese da Guerra della regione” non vengono mai smentite. Perché il borgo, sopra un enorme masso calcareo conserva tutt’oggi il carattere di luogo inaccessibile. E proprio da tale intatta condizione trae il fascino di rinomata meta turistica, e il merito di essere premiato con la Bandiera Arancione del Tci. Il nome, secondo la tradizione, deriva da San Leone, evangelizzatore della zona nel IV secolo. Per queste terre si combatterono a lungo longobardi, e bizantini, poi guelfi e ghibellini, Malatesta e Montefeltro. Passato ai Delle Rovere e, dopo il 1631, allo Stato della Chiesa, l’abitato smise le vesti di forte difensivo per vestire quelle di prigione, che venne chiusa solo nei primi anni del XX secolo. San Leo è un paradigmatico esempio ai fini della interpretazione della geologia locale e riassume, inoltre, notevoli, fenomeni geomorfologici, caratteristici della Val Marecchia. La straordinaria conformazione naturale del luogo ne ha determinato, dall’epoca preistorica, la doppia realtà di fortezza munita per natura e di altura inaccessibile e perciò sacra alla divinità. Oggi il mirabile centro storico, integro nel suo rigore e nella sua bellezza originaria, offre immediatamente allo sguardo gli antichi edifici romanici: Pieve, Cattedrale e Torre, ai quali si affiancano numerosi palazzi rinascimentali, come il Palazzo Mediceo, sede dell’elegante Museo di Arte Sacra, la residenza dei Conti Severini-Nardini, il Palazzo Della Rovere, sede del Municipio. Cuore di San Leo la piazza intitolata a Dante che vi fu ospitato come San Francesco, il quale qui ricevette in dono, dal Conte di Chiusi, il Monte della Verna. Sulla punta piu alta dello sperone la Fortezza di Francesco di Giorgio Martini, dove fu rinchiuso, dal 1791 fino alla morte, avvenuta nel 1795, Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro misterioso avventuriero che caratterizzo il secolo dei Lumi, “amico dell’Umanita” oppure comune ciarlatano? Taumaturgo, personaggio di spicco negli ambienti massonici dell’epoca. La sua fama di alchimista e guaritore raggiunse le corti più importanti d’Europa dove gli fu possibile stringere amicizie con personaggi di spicco. Sfidò apertamente la Chiesa fondando a Londra una loggia di Rito egiziano e assumendo il titolo di “Gran Cofto”. Il Sant’Uffizio non tardo a colpirlo emettendo una condanna a morte per eresia e attività sediziose. La pena fu commutata da papa Pio VI nel carcere a vita, da scontare nelle galere della fortezza di San Leo dove egli morirà il 26 agosto 1795, portando con se tutti i segreti di un’esistenza inquieta e avventurosa. Monumenti & Musei In posizione più elevata sul limite della rupe, Il Duomo ‘nuovo’ e opera di maestranze romaniche guidate da architetti (o capo-mastri) emiliano-lombardo. Il paramento murario è interamente composto di arenaria. Le murature perimetrali esterne sono scandite da lesene semicircolari e recano al culmine un’archeggiatura pensile che corre interrotta sotto il cornicione. Non v’è ingresso in facciata, come nell’adiacente Pieve dell’assunta, ma il portale è aperto su un fianco ed è sormontato dei busti scolpiti di San Leone e di San Valentino, anch’essi provenienti della chiesa antica (probabile dalla recinzione presbiterale). La pianta della chiesa si sviluppa intorno ad una croce latina, affiancata da due navate minori, divise in quattro campate; il transetto pausa lo spazio prima dell’alto presbiterio triabsidato, innalzato su un’ampia cripta a sua volta suddivisa in cinque navatelle. Di questa prima chiesa rimangono numerosi frammenti scultorei, come gli eloquenti resti del ciborio dedicato a San Leone, alcuni capitelli con caratteristici motivi fitomorfici ed i leoni alati del protiro.San leo la Pieve

Il Forte Rinascimentale Accesibile poco oltre la porta sud, da via Leopardi , domina maestoso dalla sommità della rupe , rappresentando un punto di riferimento visivo in tutta la sottostante valle. Deve l’aspetto attuale a Francesco di Giorgio Martini che su incarico di Federico di Montefeltro modifico un fortilizio medievale; all’architetto senese sono attribuiti i poderosi torrioni cilindrici e la lunga cortina che li congiunge. Dal 1631 la Fortezza venne adattata a carcere nelle cui anguste celle, ricavate dagli originari alloggi militari, furono imprigionati patrioti risorgimentali dei quali il piu celebre fu Felice Orsini e liberi pensatori come il palermitano Caliostro. Anche dopo l’Unita d’Italia, la fortezza continuo ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906. In seguito, per otto anni, ospito una “compagnia di disciplina” fino al 1914. Oggi la Rocca, ripulita dalle sovrastrutture ottocentesche che ne alteravano le eleganti linee rinascimentali, è tornata al suo splendore architettonico che ne fa una delle più celebrate testimonianze di arte militare, in una cornice di storia e di arte tra le più belle d’Italia. La Pieve Può essere raffigurata metaforicamente come una nave incagliata su uno scoglio, una nave di pietra ancorata per sempre alla roccia che la sorregge e di cui si compone. L’edificio e infatti posto a cavaliere di una protuberanza rocciosa del masso leontino cosicché, rispettivamente a levante e a ponente, c’è spazio per due ambienti sottostanti le navate: la cripta o confessionale ed il cosiddetto Sacello di San Leone che reca le tracce di una sorta di abside scavata direttamente nella roccia, al quale si accede da una porta esterna in prossimità della facciata. L’interno , cui si accede dal fianco sinistro in quanto la nuda facciata è priva di portale , e a pianta basilicale , con tre navate divise da pilastri e colonne , e tetto a capriate. La chiesa carolingia, probabilmente compromessa nella struttura da un evento traumatico quale un terremoto, venne quasi completamente ricostruita nel nuovo stile romanico certamente pochi anni dopo il fatidico anno mille. A tutt’oggi la Pieve costituisce comunque uno dei monumenti medievali piu affascinanti dell’Italia centrale. La Torre Civica Il campanile –torre e edificio di grande bellezza , opera compiuta del romanico esempio di quello stile architettonico che e tutt’uno con la stessa roccia , come da parabola evangelica : manifesto della fede cristiana per secoli. Storicamente non si sa un granché della torre , si tratta probabilmente di un torre più antica , per alcuni versi affine alla Pieve. Nello strombo di una finestra e presente un capitellino e relativo pilastrino frammentato, proveniente dalla recinzione presbiterale della pieve. Palazzo della Rovere E il primo edificio gentilizio che accoglie i visitatori dopo la porta d’ingresso. L’elegante facciata tardo cinquecentesca è scandita orizzontalmente da modanature in arenaria che corrono lungo la doppia fila di finestre. Ospita un monumentale camino di pietra che ostenta il medesimo disegno a frontone spezzato delle finestre del palazzo. Lo stemma di Francesco Maria II, che campeggiava in origine sul portale del palazzo, e oggi murato in una abitazione dell’adiacente via Montefeltro. Palazzo Mediceo Venne edificato tra il 1517 e il 1523 , per ospitare il Governatore di San Leo e del Montefeltro per conto della Repubblica Fiorentina. Ubicato tra Pieve e Duomo, il Palazzo presenta un impianto rinascimentale organizzato intorno alle stanze di rappresentanza del piano terreno pur mancando la corte centrale tipica delle residenze fiorentine. Oggi, il Palazzo Mediceo ospita il Museo d’Arte Sacra nel piano superiore, gli uffici culturali, l’Archivio Storico e la Biblioteca. Qui sono, inoltre alcune sale adibite a mostre d’arte temporanee e l’Ufficio Turistico IAT. Fontana Rappresenta il punto di riferimento per ogni leontino, fu costruita nel 1893 sul luogo ove dall’età medievale esisteva l’olmo della Comunità o Olmo di San Francesco. Dalla spiaggia dorata e dagli hotel della Riviera di Rimini ogni luogo e un buon punto di partenza per una giornata diversa alla scoperta, perché no, dei questi suggestivi borghi tra cui San Leo ci puo offrire panorami e balconi da cui sono visibili la linea del mare e i monti piu lontani. In più, i borghi presentano diverse proposte di gastronomia locale e di artigianato di notevole pregio. Valle la pena passare una giornata diversa alla scoperta di una terra piena d’istoria e ricca di opportunità.


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